Autorità o autorevolezza? Tutta una questione di leadership

Autorità o autorevolezza? Tutta una questione di leadership
La ricetta del lavoro del futuro in due parole: soft skills
Chi non ricorda la scena di Breveheart, quando un appassionato Mel Gibson raggiunge il suo esercito prima della battaglia finale e incoraggiandolo e motivandolo ne ottiene il pieno coinvolgimento per quella che sarà l’ultimo scontro. Ebbene oltre ad un discorso ricco di grande assertività e resilienza, questa celebre scena cinematografica sintetizza al meglio il concetto di leadership.

Il nuovo Cicerone del lavoro: la leadership

Come essa stessa dimostra, la leadership non è l’arte di comandare, ma quella di guidare; infatti, mentre il comando e l’autorità non richiedono necessariamente il consenso dell’altra parte, la leadership è l’esito dell’autorevolezza, quindi, dell’approvazione da parte dell’altro. La leadership, pertanto, va a braccetto con la follewership, ossia la capacità di essere nel gruppo, di seguire. Entrambe sono in contatto simbiotico, rette da un principio di reciproca e sinergica osmosi.

A dare contezza del tema da ambo le prospettive, interviene il modello della leadership situazionale di Blanchard che pone l’attenzione sulle seguenti dimensioni, ovvero, del formare, supportare, motivare e delegare. Indipendentemente dallo stile di leadership, l’esercizio di quest’ultima non può prescindere dalla capacità del leader di fare assieme al suo seguito, aspetto che testimonia l’indissolubilità dei due aspetti, leadership e followership. Un buon leader, infatti, forma, supporta, sostiene e delega, ma soprattutto motiva, restituendo al proprio seguito sempre i perché delle azioni da realizzarsi. Si tratta, quindi, di interpretare la leadership come quella capacità di far sì che le cose accadano; e intesa in questo modo la differenza tra l’una e l’altra prospettiva, tra leadership e followership è solo una questione di carisma.

Scopri di più nell’articolo Perché la followership è importante quanto la leadership
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